Questo è il primo post che scrivo quest'anno e per questo voglio che sia un post speciale, che faccia riflettere.
Per Natale ho ricevuto in dono un libro molto interessante, che vi voglio consigliare: si intitola "Energia per l'astronave Terra" ed è di Nicola Armaroli e Vincenzo Balzani (Chiavi di lettura Zanichelli). Tratta esattamente l'argomento che ci sta a cuore, l'energia, raccontandola in parole semplici e chiare, con molti esempi di vario genere; parte dai concetti basilari ed arriva a trattare la questione energetica ed il futuro delle risorse del nostro pianeta.
Oggi vi propongo un brano molto illuminante estratto da questo libro, che equipara l'energia utilizzata dalle apparecchiature a quella prodotta dagli esseri umani e fa capire quanta energia venga consumata quotidianamente al giorno d'oggi e quanto sia necessario il risparmio energetico.

"Gli schiavi energetici
Per molti millenni l'umanità ha tratto energia dal lavoro muscolare degli uomini e degli animali, dal vento, dai corsi d'acqua e dalle biomasse. Nelle grandi civiltà del passato - egizia, cinese, greca, romana - una grande fonte energetica era rappresentata dagli schiavi. Gli schiavi erano in gran parte prigionieri di guerra, ma anche condannati o debitori insolventi. In tempi più recenti la schiavitù si è diffusa particolarmente in America, dove per secoli sono stati deportati milioni di africani da utilizzare in agricoltura e nei lavori più faticosi. Anche se la schiavitù è stata da tempo abilita ufficialmente, qualcosa di non troppo diverso si riscontra ancora oggi in varie parti del mondo.
Un uomo in buona salute può generare una potenza di circa 800 watt (W) per un tempo breve, per esempio salendo di corsa una rampa di scale, ma in una attività continuativa che duri molte ore non riesce a sviluppare una potenza superiore a circa 50 W. Quindi possiamo stimare che le 12 ore lavorative di uno schiavo corrispondono a una quantità di energia di 600 wattora (Wh).

Vediamo ora come si confronta l'energia prodotta da un simile "schiavo energetico" con quella che consumano le apparecchiature che usiamo nella vita di tutti i giorni.
Un apparecchio radio-registratore-CD ha una potenza di circa 25 W. Questo significa che il suo funzionamento consuma una quantità di energia che è circa metà di quella prodotta dal lavoro di uno schiavo. Per guardare una partita di calcio alla televisione con un apparecchio LCD da 30 pollici usiamo una potenza elettrica di circa 100 W, pari a quella prodotta da due schiavi energetici.
Per tenere acceso con energia umana un PC che richiede una potenza di circa 150 W, sarebbe necessario il lavoro continuativo di tre schiavi. Fare il bucato con una lavatrice di classe A (cioè una delle più efficienti) equivale a utilizzare per un'ora il lavoro di una quindicina di schiavi. Riscaldarsi con una piccola stufa elettrica (2,5 kW)equivale a utilizzare l'energia generata dal lavoro di 50 schiavi.
Il motore di un'automobile di media cilindrata, che eroga una potenza di circa 80 kW, viaggiando a velocità di crociera, compie un lavoro pari a quello di 1600 schiavi. E? evidente che neppure l'imperatore Cesare Augusto si poteva permettere il lusso della disponibilità istantanea di una tal massa di individui attraverso un semplice gesto, come è quello di girare la chiave in un cruscotto. Una delle più potenti macchine da trasporto passeggeri oggi disponibile, il Boeing 747-400, in fase di decollo a pieno carico sviluppa una potenza di 80 MW, pari a quella erogabile da 1 milione e 600 mila schiavi energetici. In altre parole: ogni volta che un velivolo 747-400 decolla da Malpensa, per sviluppare tutta la potenza erogata dai legami chimici del combustibile occorrerebbe il contributo muscolare di tutti gli abitanti di Milano e del suo hinterland.
Infine una centrale termoelettrica di grande potenza (800 MW) potrebbe funzionare "per via muscolare" grazie al lavoro continuativo di oltre un quarto di tutti gli italiani. In Italia sono installati 80000 MW di potenza elettrica che equivalgono a una potenza muscolare umana di 1 miliardo e 600 milioni di persone."
Articolo di: Elena Baldi

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