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lunedì 17 novembre 2008

ENERGIE ALTERNATIVE IN ITALIA

In base alla direttiva della Comunità Europea (2001/77/CE) “ Sulla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’energia” l’Italia ha assunto l’impegno di allargare al 22%, entro il 2010, la quota d’energia elettrica generata da fonti rinnovabili rispetto al consumo totale d’elettricità.
A che punto ci troviamo oggi nel perseguire tale obiettivo? I dati statistici presentati da Terna e da GSE non presentano uno scenario incoraggiante: nell’ultimo decennio la percentuale di energia elettrica prodotta da sorgenti alterative nel nostro Paese ha subito una complessiva diminuzione, seppur con alcune fluttuazioni, ed ha registrato il suo minimo nel corso del 2007.


Fonte: GSE

Ad oggi, quindi, la percentuale di energia elettrica generata a partire da fonti rinnovabili è il 15% del totale: un valore ben lontano dall’obiettivo che ci si è posti, nonostante gli investimenti effettuati nei nuovi settori.
Ciò è dovuto al fatto che la richiesta complessiva di energia elettrica negli ultimi anni è aumentata molto più rapidamente della produzione di energia rinnovabile. A questo incremento si è fatto fronte per lo più tramite la generazione termoelettrica tradizionale e l’importazione.


(Fonte: GSE)

Basti pensare che tra le energie rinnovabili utilizzate nel nostro paese, la più classica è quella idroelettrica. Per lungo tempo la produzione energetica italiana è stata in larga parte rinnovabile proprio grazie alle centrali idroelettriche dell’arco alpino e appenninico: sino ai primi anni ’60 la maggior parte dell’energia era di origine idroelettrica.
Da allora la domanda di energia elettrica è aumentata rapidamente: i consumi nell’anno 2007 erano cinque volte superiori a quelli del 1963! Tuttavia, essendosi esaurita la possibilità di nuove grandi installazioni idroelettriche, la percentuale di energie rinnovabili rispetto al totale è diminuita dal 64,6% al 15,7%.


Fonte: GSE

Negli ultimi anni la produzione totale di energie rinnovabili si è mantenuta all’incirca costante, con grandi fluttuazioni, appunto perché ancora dovuta in larga parte alle risorse idriche che non sono controllabili. Osservando nello specifico le diverse fonti, infatti, si registra un aumento sensibile dell’energia eolica, solare (anche se non visibile in figura) e di quella prodotta a partire da biomasse e rifiuti.
Volendo capire come questa produzione sia suddivisa lungo la penisola, si trova una situazione per lo più eterogenea. Più del 50% della produzione idroelettrica viene generata, per evidenti motivi geografici e climatici, nelle ragioni settentrionali, mentre al Sud e alle Isole va il primato perla produzione dell’energia eolica. L’energia solare è distribuita più uniformemente, anche se le sole regioni Trentino e Lombardia ne producono più del 20%. La produzione di energia geotermica è confinata nella sola Toscana, mentre la produzione da biomasse e rifiuti si concentra maggiormente in Lombardia ed Emilia Romagna.
Complessivamente, più del 60% dell’energia prodotta da fonti rinnovabili viene generata nel Nord dell’Italia, grazie alla preponderanza del fattore idrico e a numerosi investimenti negli altri settori.


Sarà improbabile raggiungere la quota del 22%, imposta dalla Comunità Europea, nei prossimi due anni e non sarà possibile, se non cercando di aumentare la produzione delle energie rinnovabili di recente introduzione, tra cui l’energia eolica e quella solare, per mezzo di investimenti, incentivi e sviluppo delle nuove tecnologie.

Fonti:
www.terna.it
www.gsel.it
Post scritto da: Elena Baldi



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