Benvenuti!

Questo sito è nato per una passione che vorrei sviluppare insieme a voi, cioè l'ENERGIA.
A volte ci si dimentica che tutto ciò che ci circonda è energia, dal momento in cui nasciamo, ed anche prima, siamo una forma di energia, le nostre relazioni sono scambi di energia, il nostro lavoro e quello che ne deriva è energia e tantissimi altri aspetti che vorrei condividere qui con voi.
Vi aspetto numerosi per il più bel scambio energetico che riusciremo a creare.
Buona permanenza!

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martedì 24 novembre 2009

Una fattoria per il futuro

Vi segnalo una serie di video molto ben fatti e che fanno riflettere molto sul futuro della nostra agricoltura e del nostro futuro alimentare. Mi scuso con le persone che hanno scelto un tipo di alimentazione vegetariana o vegana per i temi riguardanti l'allevamento che potrebbero risultare sgraditi anche se credo che sia giusto venire a conoscenza di certe situazioni ad impatto mondiale che alla fine riguardano tutti.



Guardando questo secondo video mi sono arrivate delle riflessioni sul fatto che, alla fine, bisognerà arrivare alla situazione nella quale ognuno produrrà solo ciò che è strettamente necessario e finalmente si eviterà di trasportare i cibi da una parte all'altra del pianeta. Da questo punto di vista credo di riuscire ad individuare un aspetto positivo anche in una situazione prospettata come catastrofica, nel perfetto stile di decrescita felice.



E' incredibile quanti siano i danni che abbiamo fatto alla nostra agricoltura a causa della nostra incapacità di rispettare i cicli naturali e di osservare come la la natura sappia badare a se stessa molto meglio che con il nostro intervento. Questo video è davvero illuminante per la semplicità della soluzione proposta, soluzione peraltro indispensabile ed urgente.



Ed ecco la possibile soluzione, si chiama "Permacultura" ed è assolutamente fantastica. Niente di più semplice che lasciare la natura al suo corso. Quanto presuntuosi siamo stati a volerci intromettere nella sua perfezione, ma non vi sto dicendo nullla di nuovo.



Beh, di esempi funzionanti e produttivi ce ne sono, come si fa in PNL basterebbe un pò di volontà nel modellare i buoni esempi e tornare a coltivare in maniera naturale, anche qui vedo l'opera dei singoli e non delle grandi fattorie come soluzione ai problemi sempre più imminenti.



Ecco l'ultimo dei filmati, il messaggio è chiaro e motivante. Un nuovo approccio all'agricoltura è una necessità che non si può ignorare. E' stato davvero ispirante vederli tutti e spero che lo sia stato anche per voi, non solo un grido d'allarme ma anche una possibile soluzione. Ora sappiamo qualcosa in più per agire ognuno nel nostro piccolo a partire dalle nostre abitudini alimentari e dal nostro modo di acquistare i comuni generi alimentari.



Ciao e alla prossima. Eleonora

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mercoledì 30 settembre 2009

Monaco: dal 2015 solo energia rinnovabile

La mia cara amica e coautrice di questo blog Elena Baldi, oltre che essere interessata all'energia alternativa, è anche un'appassionata della Germania e sul suo blog ha scritto un'interessante articolo sull'intenzione del sindaco di Monaco di Baviera di rendere energeticamente indipendente la sua città entro il 2015.

Mi ha autorizzato a riportarlo su questo blog perchè ritiene che possa essere interessante avere un esempio, non tanto lontano dall'Italia, di come sia possibile produrre energia pulita nelle nostre città, se solo c'è una seria volontà.

Per ricambiare il favore, ho pensato che per i lettori di questo blog possa essere altrettanto utile conoscere tutto ciò che sa lei della Germania e che scrive tanto bene nel suo blog, quindi vi rimando con piacere a leggere l'articolo direttamente da qui.

Un abbraccio e a presto. Eleonora

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martedì 9 giugno 2009

Il fotovoltaico in Africa



Introdurre il fotovoltaico in Africa è un modo per combattere allo stesso tempo la povertà e i cambiamenti climatici.

Proprio adesso, due miliardi di persone non hanno accesso alla rete elettrica: hanno a disposizione solo kerosene e legna per procurarsi luce e calore, ed entrambi, essendo combustibili fossili, producono tonnellate di anidride carbonica, il principale gas serra, e i loro fumi sono molto tossici.

In Africa, anche nei villaggi più sperduti, servono luce, calore, energia per pompare l’acqua, caricare i cellulari, ascoltare la radio e pescare di notte. Nelle comunità più grandi serve energia per le scuole, gli ospedali e i servizi comunitari.

Se c’è qualcosa che in Africa non manca è il sole. Introducendo il fotovoltaico in Africa si riduce la dipendenza dai combustibili fossili, in particolare il kerosene, rendendo le comunità più indipendenti e in grado di svilupparsi; inoltre si riducono fortemente le emissioni di gas serra, passo imprescindibile per contrastare i cambiamenti climatici.

Il primo ad introdurre il fotovoltaico in Africa fu nel 1977 il missionario Bernard Verspieren, fondatore di una scuola agronomica in Mali. In quel periodo una terribile siccità aveva colpito tutta la fascia del Sahel, provocando migliaia di morti per fame e sete. Padre Verspieren, che aveva centrato la propria azione sull’aiuto a quelle poverissime popolazioni, decise di fondare l’associazione “Mali Aqua Viva”, attraverso la quale lanciò un vasto programma di perforazione di pozzi. Però, per raggiungere la falda acquifera bisognava scavare in profondità e far risalire l’acqua mediante pompe: in quella regione in cui non arrivava la rete elettrica le pompe potevano funzionare solo a mano o, tutt’al più a pedali.




Nello stesso periodo una studentessa del Politecnico di Parigi, Dominique Campana, stava svolgendo la sua tesi di dottorato sulla possibilità di alimentare pompe con celle fotoelettriche. La giovane ragazza riuscì a costruire un prototipo e a farlo funzionare in una regione molto arida della Corsica, con ottimi risultati. La notizia fece il giro del mondo e padre Verspieren si precipitò a controllare di persona.



Nel 1977 Verspieren installò e mise in funzione la prima pompa fotovoltaica in Mali ed ebbe così successo che il progetto “Mali Aqua Viva” oggi può contare più di quattromila pozzi.
Il progetto fu contagioso e fu applicato da altri organismi in altre zone sia in Africa che in altri paesi in via di sviluppo, quali Asia, Messico, India e America Centrale.

L’unico inconveniente di questi pozzi è che la luce solare ha fluttuazioni continue: corrente e potenziale aumentano e diminuiscono, il motore accelera e decelera in proporzione all’ora della giornata ed alle condizioni metereologiche. Il motore non funziona di notte e gira lentamente in situazioni metereologiche di nuvoloso. Per ovviare a questi inconvenienti si utilizzano degli accumulatori per garantire la presenza di energia a tutte le ore.

Vi sono molti progetti umanitari che si impegnano ad aiutare le popolazioni ad acquistare pannelli fotovoltaici, il cui costo è purtroppo ancora piuttosto alto, per i loro bisogni fondamentali e per il loro sviluppo economico e sociale. Non dimentichiamo che l’elettricità può permettere di sviluppare e migliorare l’istruzione e la formazione, con mezzi più avanzati e permettendo di frequentare le scuole anche nelle ore serali.

Uno di questi programmi è Solar Aid (link: http://solar-aid.org/), che propone progetti di “microsolare” e di “macrosolare”.

Il “microsolare” consiste nell’individuare imprenditori in zone in via di sviluppo, formarli ed aiutarli ad avviare il loro microbusiness solare, attraverso il quale possono costruire e vendere lanterne, basate sulla tecnologia LED, e caricatori solari per radio e cellulari.

Il “macrosolare” comprende l’istallazione di grandi impianti fotovoltaici su scuole, centri comunitari e ospedali. Molte volte basta un impianto standard di 300 Watt per rispondere alle esigenze primarie di questi tipi di utenze.


Post scritto da: Elena Baldi

Fonti:

Solar Aid http://solar-aid.org/

FV Fotovoltaici – n.6 anno V

“Il nuovo fotovoltaico – dal film sottile alle celle a colorante” M.Pagliaro, G.Palmisano, R.Criminna



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giovedì 28 maggio 2009

La cogenerazione

In un post dello scorso anno vi ho parlato della cogenerazione a biomasse, facendo un quadro generale del procedimento e delle possibili fonti dalle quali estrarre energia termica ed elettrica col maggiore rendimento possibile.
Oggi voglio approfondire il discorso della cogenerazione in rapporto al risparmio energetico ed alle problematiche ambientali.




La cogenerazione, come sappiamo, nasce dall'esigenza di migliorare il rendimento nella produzione di energia. Infatti, in una centrale termoelettrica, solo il 45% dell'energia in ingresso viene trasformata in energia elettrica, con punte del 55% nel caso degli impianti tecnologicamente più avanzati. La restante percentuale è costituita dalle perdite: energia termica che viene dispersa nell'ambiente sotto forma di calore.

Da ciò è nata l'idea di recuperare questo calore e di utilizzarlo per il riscaldamento o per le utenze industriali. Questo tipo di produzione viene chiamata generazione combinata di energia elettrica e termica. Solo se a questo tipo di generazione viene associato un elevato risparmio energetico, prende il nome di cogenerazione ed è assimilata alla produzione da fonti rinnovabili.

Quindi attenzione: non tutti gli impianti di generazione di energia elettrica e termica sono impianti di cogenerazione, ma solo quelli che soddisfano certi requisiti di rendimento energetico.
Per capire questo, bisogna tornare indietro di qualche anno, al 1997, anno in cui è stato firmato da alcuni dei Paesi più industrializzati il Protocollo di Kyoto, documento che vincola i Paesi sottoscrittori ad abbattere le emissioni di gas serra del 5% nel periodo dal 2008 al 2012, dell' 8% per i Paesi aderenti all'Unione Europea.





E' quindi evidente che, se si vogliono ridurre le emissioni di gas serra contestualmente allo sviluppo della produzione, è necessario puntare sulle fonti alternative e sull'efficienza energetica. A parità di gas serra prodotti, quali anidride carbonica, monossido di carbonio, ossidi di azoto e anidride solforosa, la cogenerazione permette di produrre molta più energia.Inoltre si possono controllare le emissioni con un controllo della combustione oppure con dei filtri che le catturano prima che vengano rilasciate in atmosfera.

Per quegli impianti di cogenerazione che utilizzano biomasse, ovvero materiale di origine organica, si considera che parte delle emissioni di anidride carbonica, siano compensate dalla quota che è stata assorbita durante la vita dei vegetali, quindi il bilancio migliora.
Per questo motivo si è scelto di garantire ai produttori che effettuano la cogenerazione dei benefici, tra i quali l'esenzione dall'acquisto dei certificati verdi, la defiscalizzazione per l'acquisto del metano, l'utilizzo prioritario dell'energia prodotta e il rilascio dei certificati verdi per gli impianti collegati al teleriscaldamento.
Post scritto da: Elena Baldi

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lunedì 4 maggio 2009

Un' Energia rispettosa dell'ambiente



In questo blog si è parlato molto di risparmio energetico e noi tutti sappiamo che non si tratta solo di una questione economica, ma anche e soprattutto di una problematica ambientale.

E' noto a tutti che l'aumento di gas serra nell'atmosfera dovuto alle attività umane, e che ha subito un aumento senza eguali negli ultimi cinquant'anni, ha portato all'innesco di quel fenomeno conosciuto come riscaldamento globale.

I gas serra, tra i quali il metano e l'anidride carbonica, vengono generati principalmente quando viene prodotta o consumata energia per i diversi processi di trasformazione di cui necessitiamo nella società moderna.



Ma come possiamo riportare nel quotidiano questa filosofia del risparmio energetico e del rispetto dell'ambiente?
E' difficile poter operare delle scelte sullo stile di vita che si vuole tenere se non si conoscono le possibilità offerte in questo senso.
Che auto scegliere?
Quale forma di riscaldamento per la propria abitazione?
Come contenere il consumo dei propri elettrodomestici?
E ancora: in che modo l'ecologia e il risparmio energetico possono inserirsi nella scuola e nel mondo del lavoro?

C'è un sito che risponde a tutti questi interrogativi e a molti altri. E' il sito di Legambiente: "Vivi con stile".



Si tratta di una guida completa per il vivere quotidiano, per poter avere una scelta più libera e consapevole del proprio stile di vita e della propria impronta ambientale nel mondo.
Vi sono diverse sezioni:
-Casa clima: qual'è il tipo di riscaldamento più conveniente nelle diverse situazioni e come gestirlo al meglio
-Scuola e Lavoro: come ridurre i consumi nei locali e come portare la filosofia del risparmio energetico a scuola e in ufficio
-Tempo Libero: indicazioni per un turismo ecosostenibile
-Mobilità: i vari mezzi di locomozione e la loro manutenzione
-Elettrodomestici: come ridurre i consumi e scegliere la convenienza
-Abitare: quello che si può fare a livello domestico
A ciascuna di queste sezioni corrisponde una pagina in cui sono elencate varie voci riguardanti l'argomento principale.




Cliccando su ciascuna di queste voci si apre la relativa pagina, che è strutturata in modo da essere chiaramente consultabile ma anche esauriente: in alto vi è una introduzione, in cui si esamina la questione che si vuole risolvere, esprimendolo dettagliatamente; successivamente c'è un elenco di azioni che si possono intraprendere per affrontare il problema, delle simpatiche tabelle che indicano attraverso simboli i pro e i contro delle diverse soluzioni, indicazioni su agevolazioni e contributi e infine una serie di indirizzi di siti in cui si può approfondire l'argomento.
Sul sito si trova anche la EcoTopTen: una classifica delle 10 auto meno inquinanti sul mercato italiano, in generale e suddivise per categoria. Guida imperdibile se si è intenzionati a cambiare auto.
"Vivi con stile" contiene inoltre approfondimenti, notizie, domande e risposte e documenti utili.



Dal 2007 è diventato anche un libro (Vivi con stile, Terre di Mezzo Editore, 170 pagine),ma d'accordo con l'editore, tutti i contenuti rimangono disponibili sul sito, in modo che possa essere un esempio di sapere libero e condiviso.
E' un sito che non va perso di vista, e che va consultato soprattutto quando si vogliono fare delle scelte libere e consapevoli sul proprio stile di vita.

Post scritto dalla bravissima: Elena Baldi


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lunedì 20 aprile 2009

L'impianto fotovoltaico




Attualmente la tecnologia più facilmente applicabile a livello domestico per trarre energia da fonti rinnovabili è quella fotovoltaica, anche se il minieolico sta facendo notevoli passi in avanti nella sua diffusione. Del fotovoltaico se ne parla molto e a diversi livelli, ed è utile a questo proposito gettare uno sguardo sulle principali caratteristiche dell'impianto fotovoltaico, per chi fosse intenzionato ad acquisirne uno o per chi fosse solamente curioso..

Un impianto fotovoltaico è un sistema che converte la luce del sole in energia elettrica per mezzo dell'effetto fotovoltaico.
L'effetto fotovoltaico è un fenomeno consistente nella produzione di una forza elettromotrice fra due elettrodi, separati da uno strato semiconduttore, sottoposti all'azione di una radiazione luminosa.

Gli impianti possono essere realizzati in:
- Silicio monocristallino o policristallino
Vengono realizzate celle fotovoltaiche, le quali vengono poi collegate in un unico pannello. I moduli vengono poi collegati in stringhe. Ha un alto rendimento ed un alto costo. Le celle devono avere necessariamente una forma piana.
-Silicio amorfo
Lo si può modellare ed adattare a superfici irregolari e non piane. Non si costituiscono celle, ma un unico pannello. Ha un rendimento ed un costo minori. Non è usato spesso.
Recentemente nuove tecnologie fotovoltaiche sono in via di sviluppo e commercializzazione ma si prevede che nei prossimi anni le due tipologie precedenti saranno ancora le più competitive.

La cella fotovoltaica converte direttamente l'energia solare in energia elettrica sfruttando la sensibilità alle radiazioni luminose delle giunzioni p-n del silicio amorfo.
Sono costituite da due strati accoppiati di silicio di tipo n (drogato con eccesso di elettroni) e di tipo p (drogato con carenza di elettroni) disposti su un supporto di vetro. Quando il dispositivo è colpito da energia luminosa, nel semiconsuttore si instaura un flusso di elettroni che costituisce una corrente elettrica utilizzabile. Il rendimento è basso (10-12%, al massimo 20%).
GLi strati possono essere multipli e collegati in serie, ed il silicio può essere sostituito dall'arseniuro di gallio (GaAs).

La potenza media fornita dal sole, tenuto conto di vari fattori, per ogni metro quadro è di 1 kW/mq. Il rendimento è di circa 10-12%, quindi per ogni metro quadro, la potenza ricevuta rarà 1000 W e quella erogata 100 W.
Nella nostra zona si calcola che, in media, un impianto da 1kWp (di picco, valore massimo, fisso per ogni località) che avrà una superficie di 10 metri quadri, produrrà in un anno circa 1100 kWh.
Il costo di un impianto fotovoltaico è di circa 6500 euro per ogni kW.
Il rendimento varia durante l'anno e la giornata. Il rendimento è massimo se si rivolge il modulo verso Sud. L'inclinazione del pannello dipende dalla media delle posizioni del sole durante l'anno, nel Nord Italia è circa 34°, in Sicilia 27°.

Gli impianti fotovoltaici sono costituiti dai seguenti componenti:
- Moduli fotovoltaici
I moduli fotovoltaici più diffusi sono rettangolari delle dimensioni di 1-1,5 metri quadri, le celle sono superiormente protette da un vetro con particolari caratteristiche di resistenza e trasparenza, il peso si aggira intorno ai 15/20 kg.
La potenzialità si esprime in "watt di picco Wp", il cui valore indica la quantità di energia che il modulo può produrre nell'unità di tempo in condizioni standard di irraggiamento e di temperatura.
- Strutture di sostegno dei moduli
Sono le strutture che sostengnono i moduli e provvedono al loro orientamento, dando un'inclinazione rispetto al piano orizzontale. C'è la possibilità di installare un inseguitore solare che li sposti, ma ha un costo molto elevato, una maggiore necessità di manutenzione e di spazio per le manovre.
- Inverter
L'inverter è un dispositivo elettronico che consente di adeguare l'energia elettrica prodotta dai moduli alle esigenze delle apparecchiature elettriche e della rete, operando la conversione da corrente continua a corrente alternata con una frequena di 50 Hz. L'inverter ha anche il compito di staccare l'impianto fotovoltaico quando viene a mancare la rete Enel, per evitare che, quando viene riallacciata, si trovi fuori fase.
- Sistema di controllo
E' un dispositivo elettronico che comunica con l'inverter e con eventuali sensori accessori
- Misuratori di energia
Sono apparati che vengono installati sulle linee elettriche e misurano l'energia che li attraversa, ad esempio vengono utilizzati per conteggiare l'energia prodotta dall'impianto e messa in rete.
- Quadri elettrici e cavi di collegamento
Sono i dispositivi che completano l'impianto e connettono tra loro i diversi componenti.


Post scritto dalla bravissima:Elena Baldi

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venerdì 17 aprile 2009

Ottimismo in tempo di crisi



Ritorno con piacere a scrivere qui, era da un bel pò che non ci venivo, esattamente 3 mesi ma altri progetti quali www.testessoalcentopercento.com/blog e www.ilsalottodielyeanna.it mi hanno preso tempo ed energie. E' naturale quando si iniziano nuove cose metterci tutto l'impegno necessario. Ciò non toglie che questo blog mi abbia dato tante soddisfazioni e meriti di essere aggiornato.

La voglia di tornare a scrivere qui me la sta dando l'attuale periodo economico che stiamo vivendo. Si parla di crisi, si dice da più parti che le famiglie non arrivano a fine mese con gli stipendi, dappertutto si vedo aziende che ridimensionano il numero dei propri dipendenti ed anche a me capita sempre più di frequente di conoscere persone che sono o stanno per andare in cassa integrazione.
E' una situazione molto triste, soprattutto se ci si fa prendere dal panico, cosa perfettamente umana se si continua a seguire i vecchi paradigmi ed i vecchi schemi di pensiero.

Perciò, in questo blog mi è tornata la voglia di riportare altri tipi di esempi, esempi di persone che anche grazie alla crisi si reinterpretano e migliorano la loro condizione lavorativa, aziende che assumono nonostante la crisi, nuovi sistemi di acquisto e nuove forme di risparmio (anche energetico), nuove forme di lavoro e di utilizzo dei propri talenti.

Insomma, su questo blog ricomincerò a scrivere di fiducia, di ottimismo, di nuovo paradigma e di nuove opportunità, quelle che si vedono se si riesce a non farsi manipolare dall'informazione più diffusa. Sarà una goccia nel mare ma spero vi sarà utile.

A presto per il prossimo post con utili consigli. Eleonora

sabato 17 gennaio 2009

Gli schiavi energetici

Buon anno a tutti i lettori di Energiaintuttelesueforme.com anche dalla vostra Elena Baldi.Vi auguro che il 2009 sia splendido e, naturalmente, pieno di energia!
Questo è il primo post che scrivo quest'anno e per questo voglio che sia un post speciale, che faccia riflettere.
Per Natale ho ricevuto in dono un libro molto interessante, che vi voglio consigliare: si intitola "Energia per l'astronave Terra" ed è di Nicola Armaroli e Vincenzo Balzani (Chiavi di lettura Zanichelli). Tratta esattamente l'argomento che ci sta a cuore, l'energia, raccontandola in parole semplici e chiare, con molti esempi di vario genere; parte dai concetti basilari ed arriva a trattare la questione energetica ed il futuro delle risorse del nostro pianeta.
Oggi vi propongo un brano molto illuminante estratto da questo libro, che equipara l'energia utilizzata dalle apparecchiature a quella prodotta dagli esseri umani e fa capire quanta energia venga consumata quotidianamente al giorno d'oggi e quanto sia necessario il risparmio energetico.









"Gli schiavi energetici
Per molti millenni l'umanità ha tratto energia dal lavoro muscolare degli uomini e degli animali, dal vento, dai corsi d'acqua e dalle biomasse. Nelle grandi civiltà del passato - egizia, cinese, greca, romana - una grande fonte energetica era rappresentata dagli schiavi. Gli schiavi erano in gran parte prigionieri di guerra, ma anche condannati o debitori insolventi. In tempi più recenti la schiavitù si è diffusa particolarmente in America, dove per secoli sono stati deportati milioni di africani da utilizzare in agricoltura e nei lavori più faticosi. Anche se la schiavitù è stata da tempo abilita ufficialmente, qualcosa di non troppo diverso si riscontra ancora oggi in varie parti del mondo.
Un uomo in buona salute può generare una potenza di circa 800 watt (W) per un tempo breve, per esempio salendo di corsa una rampa di scale, ma in una attività continuativa che duri molte ore non riesce a sviluppare una potenza superiore a circa 50 W. Quindi possiamo stimare che le 12 ore lavorative di uno schiavo corrispondono a una quantità di energia di 600 wattora (Wh).




Vediamo ora come si confronta l'energia prodotta da un simile "schiavo energetico" con quella che consumano le apparecchiature che usiamo nella vita di tutti i giorni.
Un apparecchio radio-registratore-CD ha una potenza di circa 25 W. Questo significa che il suo funzionamento consuma una quantità di energia che è circa metà di quella prodotta dal lavoro di uno schiavo. Per guardare una partita di calcio alla televisione con un apparecchio LCD da 30 pollici usiamo una potenza elettrica di circa 100 W, pari a quella prodotta da due schiavi energetici.
Per tenere acceso con energia umana un PC che richiede una potenza di circa 150 W, sarebbe necessario il lavoro continuativo di tre schiavi. Fare il bucato con una lavatrice di classe A (cioè una delle più efficienti) equivale a utilizzare per un'ora il lavoro di una quindicina di schiavi. Riscaldarsi con una piccola stufa elettrica (2,5 kW)equivale a utilizzare l'energia generata dal lavoro di 50 schiavi.
Il motore di un'automobile di media cilindrata, che eroga una potenza di circa 80 kW, viaggiando a velocità di crociera, compie un lavoro pari a quello di 1600 schiavi. E? evidente che neppure l'imperatore Cesare Augusto si poteva permettere il lusso della disponibilità istantanea di una tal massa di individui attraverso un semplice gesto, come è quello di girare la chiave in un cruscotto. Una delle più potenti macchine da trasporto passeggeri oggi disponibile, il Boeing 747-400, in fase di decollo a pieno carico sviluppa una potenza di 80 MW, pari a quella erogabile da 1 milione e 600 mila schiavi energetici. In altre parole: ogni volta che un velivolo 747-400 decolla da Malpensa, per sviluppare tutta la potenza erogata dai legami chimici del combustibile occorrerebbe il contributo muscolare di tutti gli abitanti di Milano e del suo hinterland.
Infine una centrale termoelettrica di grande potenza (800 MW) potrebbe funzionare "per via muscolare" grazie al lavoro continuativo di oltre un quarto di tutti gli italiani. In Italia sono installati 80000 MW di potenza elettrica che equivalgono a una potenza muscolare umana di 1 miliardo e 600 milioni di persone."
Articolo di: Elena Baldi




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domenica 4 gennaio 2009

Buon anno e ben ritrovati



Rieccomi cari lettori del blog, approfitto di questo primo post del 2009 per farvi i miei più sinceri auguri di un nuovo anno pieno di soddisfazioni, di consapevolezze e di obiettivi che verranno raggiunti con estrema facilità però, ricordatevi di scriverli i vostri obiettivi, non si va da nessuna parte se non si sa quale direzione prendere.

Anche questo blog vedrà delle novità. Innanzitutto, come avevo accennato in precedenza, d'ora in avanti questo spazio sarà dedicato agli argomenti energia alternativa e risparmio energetico, contando anche sul contributo della bravissima Elena Baldi e di altre persone che si aggiungeranno in seguito.

Chi di voi invece apprezzava piuttosto i contenuti riguardanti l'energia delle persone e la crescita personale sperò apprezzerà il mio nuovo blog www.testessoalcentopercento.com che sarà destinato ad ospitare esclusivamente percorsi di crescita, di relazioni e di miglioramento personale.

Da gennaio, come saprà chi mi segue dall'inizio, ho deciso di dedicarmi a tempo pieno alle mie passioni e questi due blog ne rappresentano le due principali.

Ma visto che non si vive solo di belle parole, ho deciso di investire tempo e denaro per migliorare anche la mia educazione finanziaria ed a breve vorrei farvi conoscere un mio nuovo progetto che aiuterà, spero, anche voi a migliorare il vostro approccio con il denaro e gli investimenti.

Che altro dire, mi sembra di avervi raccontato abbastanza e spero di non avervi anche annoiato. Non mi resta che salutarvi sperando di vedervi numerosi sui siti indicati dove, sono certa, sarete sempre disponibili a dare i vostri suggerimenti che saranno sempre bene accetti. A presto e un abbraccio. Ely

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lunedì 15 dicembre 2008

Cogenerazione a biomasse




La cogenerazione a biomasse è un ottimo esempio di come si possano coniugare efficienza energetica e fonti rinnovabili, per avere energia naturale con un risparmio energetico considerevole.



Col termine cogenerazione si intende la produzione contemporanea di forme di energia diverse in un unico impianto integrato.
La si realizza principalmente nelle centrali termoelettriche, in cui un motore primo alimentato a combustibile muove un alternatore per la produzione di energia elettrica; l'acqua calda del sistema di raffreddamento, il vapore di processo e i fumi prodotti dal motore primo vengono recuperati ed utilizzati per produrre in loco energia termica.

Questo concetto può essere sviluppato al contrario nelle centrali termiche: dalla combustione si ottiene principalmente energia termica, alla quale si affianca secondariamente la produzione di energia elettrica.
La cogenerazione ha il merito di raddoppiare l'efficienza di processo. Infatti, se normalmente, il rendimento di un gruppo di generazione di energia elettrica è all'incirca del 35% e la rimanente percentuale riguarda le perdite e la dissipazione in calore, associandovi la produzione di energia termica lo si può portare sino all'87% circa.

Non tutti sanno che, oltre alla cogenerazione, esiste anche una trigenerazione, cioè una procedura attraverso la quale si generano energia elettrica, calore e freddo. Di solito il calore ed il freddo non vengono creati contemporaneamente, ma alternativamente, a seconda delle esigenze: per esempio, in una palazzina di appartamenti o di uffici, si avrà bisogno di riscaldamento in inverno e condizionamento in estate.
L'energia frigorifera può essere ottenuta semplicemente aggiungendo all'impianto un elemento detto assorbitore, che sfrutta l'evaporazione di un fluido caldo per raffreddarne un'altro.

Il rendimento di un impianto di trigenerazione è di poco inferiore a quello del semplice cogeneratore, a causa della presenza di perdite sull'assorbitore.
Un processo come quelli descritti, che consentono di sfruttare a pieno il comustibile, è ancora più valido se associato ad una fonte di energia rinnovabile. Le risorse rinnovabili sono quelle fonti di energia che si rinnovano nel tempo, per cause naturali o per effetto della coltivazione dell'uomo, e il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future.



Tra queste vi sono le biomasse, fonti di origine animale o vegetale, non fossile, che possono essere considerate come combustibile per la produzione di energia, e per questo sono le più adatte per essere utilizzate nei sistemi di co- e trigenerazione.
Si tratta in genere di legno, ottenuto dalla forestazione (pulizia delle foreste), prodotti agricoli, carti e rifiuti sia di natura agricola che industriale.



I diversi tipi di biomasse vengono raggruppati in filiere, ciascuna delle quali andrà incontro ad una procedura di sfruttamento appropriata.
Le principali filiere sono quelle dei biocombustibili solidi, biocombustibili liquidi, biodiesel (olio), bioetanolo (alcol) e biogas.
La scelta del biocombustibile da sfruttare va operata non solo in base a criteri di convenienza economica e disponibilità di materia prima, ma soprattutto in base alle esigenze specifiche del territorio, tra cui l'impatto ambientale e l'opinione degli abitanti.
Articolo di: Elena Baldi

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