Benvenuti!

Questo sito è nato per una passione che vorrei sviluppare insieme a voi, cioè l'ENERGIA.
A volte ci si dimentica che tutto ciò che ci circonda è energia, dal momento in cui nasciamo, ed anche prima, siamo una forma di energia, le nostre relazioni sono scambi di energia, il nostro lavoro e quello che ne deriva è energia e tantissimi altri aspetti che vorrei condividere qui con voi.
Vi aspetto numerosi per il più bel scambio energetico che riusciremo a creare.
Buona permanenza!

Pagine

giovedì 26 gennaio 2012

Certificazione energetica in Friuli Venezia Giulia (VEA)

In materia di certificazione energetica riporto dal sito della Regione Friuli Venezia Giulia:
Con l'entrata in vigore della legge regionale 23/2005 (Disposizioni in materia di edilizia sostenibile) e l'evolversi del quadro normativo nazionale in materia di certificazione energetica, la Regione Friuli Venezia Giulia ha istituito un sistema di valutazione della qualità energetica e ambientale degli edifici, denominato "Protocollo VEA". Lo strumento costituirà, a partire dal 1° giugno 2010, sia per gli edifici pubblici che per quelli privati, il criterio applicativo necessario ai fini della certificazione energetica e ambientale in Friuli Venezia Giulia. Con la “Legge di manutenzione dell'ordinamento regionale 2010” il Consiglio Regionale ha approvato una serie di emendamenti di modifica alla Legge Regionale n. 23/2005 (Disposizioni in materia di edilizia sostenibile). In particolare il Consiglio Regionale, in accoglimento delle numerose richieste pervenute dagli Ordini e Collegi professionali, ha provveduto a spostare l’entrata in vigore della certificazione VEA.
La VEA è la Valutazione della qualità energetica ed ambientale degli edifici emessa da professionisti accreditati ed è un protocollo di certificazione adottato dalla Regione Autonoma FVG che riguarda le nuove costruzioni, gli ampliamenti, le ristrutturazioni, le modifiche di prestazioni energetiche degli edifici nonchè le locazioni immobiliari.


Sempre dal sito della Regione Friuli Venezia Giulia, in sintesi, si viene a sapere: che a partire dal 31 ottobre 2011 la presentazione della certificazione VEA sarà obbligatoria per:
- nuove costruzioni superiori ai 50 mq.
- ampliamenti superiori ai 50 mq
- ristrutturazione edilizia
- restauro e risanamento conservativo
- manutenzioni straordinarie con modifica delle prestazioni energetiche
- attività di edilizia libera per la quale siano stati richiesti contriubuti ed agevolazioni pubblici

mentre a partire dal 01 gennaio 2012 la VEA sarà obbligatoria per:
- compravendite di immobili da presentare in sede di stipula
- locazioni immobiliari, locazioni finanziarie, rinnovi di contratti da presentare in sede di stipula del contratto
- nuovi contratti o rinnovi di contratti di gestione di impianti termici o climatizzazione negli enti pubblici.
Per tutti gli altri interventi a carattere energetico ed ambientale a partire dal 01 aprile 2012

Per motivi di spazio, ho sintetizzato la delibera 2055/2011 che trovate integralmente qui
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lunedì 23 gennaio 2012

All'ipermercato con occhi diversi

Gianfranco Padovan di Energoclub, un giorno mi ha suggerito di acquistare il libro "La decrescita felice" di Maurizio Pallante, sottotitolo "La qualità della vita non dipende dal PIL" Sono rimasta piacevolmente stupita da quanto ho letto. Esiste in Italia un "Movimento per la decrescita felice" fatto di persone che, come me, si propongono di vivere meglio consumando meno. Sono molti i concetti e gli aspetti sui quali riflettere, soprattutto intervenendo come singoli cittadini, agendo meglio nel nostro quotidiano rispetto ai consumi.
E' un libro illuminante ed il giorno in cui sono entrata in un ipermercato, mi ha permesso di girare tra gli scaffali con occhi diversi.
Devo dire che già normalmente applico una filosofia di consumismo moderato nella vita di tutti i giorni ma così ho potuto osservare quanto seducenti siano gli ipermercati, soprattutto nei periodi di festività, per chi non riflette abbastanza sulle proprie scelte di acquisto. Se avete voglia di approfondire il discorso vi suggerisco questo libro, è un investimento per diventare persone meno consumiste è più felici, migliorando anche la vita di tutti ed il pianeta, inoltre è scritto con molta ironia ed è divertente. Buona lettura!

La Decrescita FeliceDa non perdere


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Aria nuova nel blog

Dopo un lunga assenza dal blog, a parte qualche presenza spot, ho deciso di rivedere i contenuti che ho pubblicato da quando ho aperto questo spazio. In questa fase di cambiamento, ho deciso di lasciare solo gli argomenti riguardanti le diverse fonti energetiche pulite, l'efficienza energetica negli edifici e di integrare queste informazioni con quelle riguardanti la bioedilizia e la bioarchiettura, i nuovi materiali da costruzione ecologici e tutto ciò che riguarda l'abitare sostenibile. Questa scelta è motivata dal fatto di dare una maggiore specificità a questo blog e di lasciare gli argomenti di crescita personale all'altro "Te stesso al cento per cento". Ringrazio tutti coloro che mi hanno seguito fin qui anche per gli argomenti riguardanti la crescita personale e spero di vedervi altrettanto numerosi dall'altra parte. GRAZIE! Eleonora
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giovedì 31 marzo 2011

WunderHaus - La casa dei sogni: Condividere i sogni è il sogno dei tre amici

Che bello avere degli amici così, l'entusiasmo nel leggere questo blog mi ha provocato un tale moto di affetto che ho sentito subito la voglia di condividere questo post. Se questa non è energia positiva... ;)Che dirvi ragazzi, in bocca al lupo e continuate così!

WunderHaus - La casa dei sogni: Condividere i sogni è il sogno dei tre amici: "Sto sinceramente pensando che non sia ragionevole procedere con il nucleare. Sono schierato a favore delle fonti energetiche alternative e ..."

martedì 8 giugno 2010

Pompe di calore geotermiche: calore gratis dalla terra




In natura il calore si trasmette spontaneamente da un corpo a temperatura più elevata ad uno a temperatura più bassa.
La pompa di calore è una macchina termica in grado di trasferire calore da un ambiente a temperatura più bassa ad uno a temperatura più alta.

E, in più, la fonte energetica si trova direttamente sul posto senza bisogno di trasportarla e quindi senza costi energetici addizionali.

Perciò, utilizzare le pompe di calore geotermiche per il riscaldamento delle abitazioni porta ad un risparmio energetico con sorprendenti risvolti ecologici.

Le pompe di calore geotermiche rappresentano una valida alternativa agli impianti che utilizzano carboni fossili, con prestazioni anche elevate: si pensi che le migliori possono persino dimezzare il consumo di energia primaria destinata al comfort della nostra abitazione.

Purtoppo, nonostante la zona climatica sia molto favorevole, questa teconologia nel nostro paese è ancora semi-sconosciuta, a causa del ritardo dell'Italia in questo mercato, rispetto agli altri paesi industrializzati.

Gli impianti a pompa di calore oggi disponibili possono abbattere notevolmente le emissioni di CO2 e ridurre la dipendenza dalle fonti energetiche fossili, da cui l'Italia dipende per l'85% del suo fabbisogno. Ridure la dipendenza dai combustibili fossili significherebbe alleggerire il prezzo che paghiamo per il petrolio ed il gas.


Le pompe di calore costituiscono l'unica tecnologia che è in grado di funzionare secondo un ciclo reversibile: è cioè in grado di fornire sia il riscaldamento che il raffreddamento di un ambiente da un unico dispositivo.
Sono costituite da un circuito chiuso, percorso da uno speciale fluido frigorigeno che, a seconda delle condizioni di temperatura e di pressione in cui si trova, assume lo stato liquido o di vapore.

L'impianto nel suo complesso è composto da una pompa di calore, una sorgente fredda (sorgente di calore esterna dalla quale si attinge energia) ed un pozzo caldo ( sistema di distribuzione a valle al quale si cede calore ).

In modalità "riscaldamento", la fonte di calore è al di fuori dell'edificio ed è fornita dal calore ambientale di aria, acqua o terreno.
In modalità "raffreddamento", il ciclo è invertito: la fonte di calore è l'edificio stesso, mentre l'esterno è utilizzato come dissipatore di calore.

Nel funzionamento il fluido frigorigeno subisce le seguenti trasformazioni: compressione (per aumentare pressione e temperature), condensazione ( in cui il fluido cede calore), espansione (per diminuire pressione e temperatura) ed evaporazione (in cui il fluido torna ad essere gassoso prima di rientrare nel compressore).

Il circuito chiuso, quindi, è composto da un compressore, un condensatore, una valvola di espansione ed un evaporatore.

Una pompa di calore, per funzionare, necessita di energia elettrica, ma questo consumo è trascurabile rispetto al risparmio energetico che può produrre.
Una pompa di calore accoppiata ad acqua di falda, per esempio, richiede dalle 20 alle 25 unità elettriche per produrne 100 di energia termica (riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria).
L'efficienza di una pompa si misura dal coefficiente di prestazione "COP": è il rapporto tra l'energia prodotta l'energia elettrica consumata per far funzionare l'impianto.
Un valore del COP pari a 3 significa che per 1 kWh di energia elettrica consumato, la pompa di calore renderà 3 kWh di energia termica all'ambiente da riscaldare.
Dal punto di vista del tempo di ritorno dell'investimento, si può dire in generale che si ha convenienza economica soprattutto se si impiega la pompa di calore anche per la climatizzazione estiva, mentre tale convenienza si riduce per sola produzione di acqua calda sanitaria e riscaldamento.

Le pompe di calore possono essere classificate in base a diversi aspetti: il tipo di motore che aziona la pompa (elettrico o endotermico), il fluido con cui scambia calore e la sorgente che utilizza.

La classificazione in base alla sorgente fredda ed al pozzo caldo utilizzato dà luogo alle seguenti categorie:

- Aria-acqua: aria come sorgente fredda, con il vantaggio di essere disponibile ovunque, ed acqua come pozzo caldo. Tuttavia, però IL COP della pompa di calore diminuisce al diminuire della temperatura dell'aria: al di sotto dei 2°C il calore è minimo.

- Aria-aria: un'unità esterna scambia calore con l'aria, trasporta questo calore attraverso le tubazioni del fluido refrigerante sino a cederlo all'aria interna con uno o più diffusori. Di questo tipo è il 95% delle pompe di calore installate in Italia.

- Acqua-acqua: questa tipologia garantisce un COP elevato e costante durante l'anno. Richiede costi aggiuntivi per i pozzi di prelievo e scarico. L'acqua può essere di falda, di fiume, di lago e a profondità non eccessiva accumulata in serbatoi e riscaldata dalla radiazione solare.

- Acqua-aria: lo scambio di calore con l'ambiente condizionato avviene tramite uno scambiatore frigorigeno/aria, è il sistema più diffuso nel mercato americano.

- Terra-acqua: il vantaggio del terreno come sorgente fredda è che subisce minori sbalzi di temperatura rispetto all'aria, consentendo prestazioni costanti durante tutto l'anno ed un COP elevato. Prevede costi aggiuntivi per le trivellazioni, in caso di sonde verticali (profonde dagli 80 ai 150m) o lo sbancamento nel caso di collettore orizzontale (profondo 1,5 m ma 2 o 3 volte più esteso degli ambienti da riscaldare).





Il tipo di riscaldamento che meglio si abbina alla pompa geotermica è quello radiante a pavimento a bassa temperatura: è il più efficace e può garantire il miglior comfort all'interno dell'abitazione. Tuttavia si può abbinare anche ad un riscaldamento con i termosifoni, ma bisogna verificare che essi siano in grado di sopperire alla richiesta di potenza termica anche se alimentati con acqua a 35/40°C.

La pompa di calore può essere abbinata a fonti energetiche rinnovabili, come il fotovoltaico, ma si integra bene anche con le altre tecnologie tradizionali.

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domenica 2 maggio 2010

L'efficienza energetica negli edifici




L'Enea, l'agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo sostenibile, ha al suo interno un'unità elettrotecnica che si occupa di efficienza energetica ed ha studiato i consumi di energia elettrica nei paesi dell'UE per capire come si possa intervenire per limitare gli sprechi.

Si è scoperto che il 29% è dovuto alle perdite di trasformazione, il 18% al settore industriale, il 10% al terziario ed il 17% al residenziale, ovvero per uso domestico.

Quindi l'uso domestico ed il terziario occupano insieme una fetta molto importante dei consumi di energia elettrica, ed è a questi settori che ci si rivolge quando si parla di efficienza energetiica dell'edificio.

A livello europeo, l'Italia è uno dei paesi in cui l'involucro dell'edificio, cioè il sistema edificio-impianto, meno efficiente. Occorre un risanamento ed una riqualificazione degli edifici già esistenti, più che puntare su una costruzione mirata dei nuovi edifici.

Questo perchè il parco edilizio italiano è piuttosto stazionario. In Italia sono presenti 28,5 milioni di unità abitative e ne vengono realizzate 150.00 nuove ogni anno: una quantità trascurabile nel complesso. Perciò è molto importante focalizzarsi sul recupero degli edifici già presenti, oltre che su una progettazione intelligente di quelli nuovi.

Per quel che riguarda il terziario, invece, il parco edilizio è poco noto e molto mutevole nel tempo, ma sappiamo che ci sono circa 43.000 scuole, 65.000 edifici pubblici e circa 1800 ospedali.

Le leggi europee in materia indicano una priorità di realizzazione dell'efficienza energetica negli edifici pubblici, in particolare nella pubblica amministrazione, in modo da limitare in modo consistente i consumi, e da dare il buon esempio ai cittadini.





L'intervento sull'edificio, in ogni caso, è suddiviso in due step:

1- riduzione della domanda di energia: isolamento termico, tenuta all'aria, recupero delle risorse, e altri interventi del genere. Si tratta di interventi sull'edificio, più difficili e più costosi, che si ripagano in tempi molto lunghi.

2- ricorso alle energie rinnovabili (sole, pompe di calore, vento, biomasse) e caldaie, illuminazione ed elettrodomestici ad alta efficienza. Si tratta di interventi sull'impianto, più facili e meno costosi.

Per quel che riguarda l'edificio, per aumentare l'efficienza energetica si può puntare su alcuni aspetti importanti:
-gli isolanti, che possono essere organici o inorganici, naturali o sintetici;
-gli infissi, molto importanti perchè gli infissi costituiscono il 20% delle perdite di tipo termico, e molto importante è anche la scelta del tipo di vetro;
-i materiali trasparenti innovatici, come i materiali cromogenici (vetri che si oscurano automaticamente), che siano di attivazione elettrica o naturale, ed i pannelli prismatici;
- i sistemi schermanti, che garantiscono un buon illuminamento e un calo di consumi;
-il daylighting, cioè sfruttare il più possibile la luce naturale.

Per quanto riguarda gli impianti dell'edificio, si può agire su:
- la caldaia a condensazione
- le valvole termostatiche e il sistema di contabilizzazione del calore: integrandolo in un sistema domotico si può risparmiare sino al 10%
- il risparmio nell'illuminazione
- il fotovoltaico e le fonti rinnovabili
- il solare termico.

[ Appunti dal convegno AEIT-GEWISS
"Efficacia energetica negli edifici e domotica.
Tecnologie innovative e opportunità di formazione tecnica."
Firenze, 28/04/09]

Grazie a Elena Baldi per quest'ultimo utilissimo post.

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domenica 21 marzo 2010

Il minieolico ad asse orizzontale e verticale

Quando si pensa ai generatori eolici ci vengono in mente enormi e rumorose pale che producono MW di potenza: questi sono gli impianti di produzione industriale dell’energia, ma non sono l’unica possibile applicazione della tecnologia eolica.
Sempre più persone in Italia cedono al fascino del minieolico e installano nei pressi della propria abitazione e della propria azienda un piccolo aerogeneratore di bassa potenza che soddisfi le esigenze energetiche private.



Con minieolico o piccolo eolico si intende la produzione di energia elettrica da fonte eolica realizzata con l’utilizzo di generatori di altezza inferiore ai 30 metri, costituiti da materiali leggeri, con pale e dispositivi di conversione adatti alle basse velocita’ di rotazione dei venti cittadini.


Quindi, si tratta di una questione di dimensioni. Ma a piccole dimensioni corrispondono piccole potenze generate, che in genere non superano i 200 kW.
Spesso con lo stesso nome viene definito anche quello che rigorosamente andrebbe chiamato “microeolico”, cioè gli impianti con turbine di piccolissima taglia destinate soprattutto all’autoconsumo, con potenze fino a 10-20 kW.
Sono questi gli impianti eolici più adatti all’uso domestico, per una utenza, sia essa stand-alone o grid-connected.


Le minori dimensioni rispetto al grande eolico permettono a questi sistemi di operare con regimi di vento inferiori di quelli richiesti dalle enormi macchine industriali.
Diventa così possibile e conveniente utilizzare un aerogeneratore per integrare l’alimentazione della propria abitazione o azienda utilizzando energia rinnovabile e pulita.
Vi sono principalmente due tipologie di generatori eolici: quelli ad asse verticale e quelli ad asse orizzontale.




Quelli che siamo abituati a vedere, con le pale posizionate in direzione verticale e la coda che serve a posizionarle perpendicolarmente al vento, sono quelli ad asse orizzontale. Normalmente, siamo portati a credere che sia l’unico modello esistente, e invece no. Dobbiamo ricrederci e considerare anche l’altra possibilità, in cui il rotore è ruota attorno ad un asse verticale, grazie a pale con profilo elicoidale che sono in grado di sfruttare il vento da qualsiasi direzione.





Come scegliere il modello di generatore?
Innanzitutto bisogna conoscere le caratteristiche particolari di ciascun tipo di soluzione:
- Asse verticale:
non ci sono limiti di velocità massima sopportabile
rumore quasi nullo per qualsiasi tipo di vento
capta il vento da ogni direzione, comprese le turbolenze
peso da 2 a 10 volte superiore al modello ad asse orizzontale
vento di avviamento 2-3 m/s

- Asse orizzontale:
al di sopra dei 20-25 m/s le pale devono essere bloccate
il rumore dipende dal modello, ma per potenze piccole (circa 1,5 kW) è assimilabile a quello del vento
dev’essere allineato perfettamente con la posizione del vento e non sfrutta le turbolenze
peso inferiore all’altro modello: per generatori da 1kWp è sui 15-30 kg
vento di avviamento 3-4 ms

Quindi la tecnologia ad asse verticale ha i suoi benefici, ed è per questo che si sta espandendo ed è oggetto di continue ricerche ed innovazioni.
Consiglio di visitare la pagina del sito di Energo Club relativa agli aeorgeneratori ad asse verticale per rendersi conto di quante variazioni innovative possano nascere da questo modello.
C’è però da considerare che gli impianti ad asse verticale oggi sono ancora poco venduti e risultano difficili da reperire oltre a costare anche di più a parità di potenza di picco.
Prima di installare un piccolo generatore eolico, è necessario capire che tipoligia di venti siano presenti nella nostra zona e quale sia la velocità media annua. Per ricavare questi dati bisognerebbe fare delle accurate analisi anemometriche, che però possono risultare troppo costose. Per ovviare a questo problema ci si può affidare a cartine gratuite che si possono trovare facilmente in rete, come quelle che sono disponibili, ad esempio, nel sito www.ricercadisistema.it. Inoltre si può chiedere un parere a chi abita nel luogo ed al costruttore.
Di base si può dire che non sia redditizio installare un generatore se non si ha una velocità media annua di vento pari ad almeno 5m/s.
Una volta fatta questa ricerca, si decide se installare un impianto minieolico – o se è meglio optare per altre fonti, come un impianto fotovoltaico – e di che tipo.

Elena Baldi

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mercoledì 10 febbraio 2010

Ma quanto siamo consapevoli dell’ambiente in cui viviamo?

Se siete come me, forse ne saprete poco o nulla, anche qui non c’è interesse a rendere le persone informate sui danni derivanti dall’inquinamento elettromagnetico, ed è anche per questa ragione che la nostra percezione dei rischi è bassissima nel migliore dei casi pensiamo che a noi non tocchi.

Inoltre, ammettiamolo, anche sapendolo, quanti di noi sarebbero disposti a rinunciare a tutte le fonti di inquinamento che rendono le nostre vite così comode. Dunque, sembrerebbe che non ci sia scelta, non può esserci l’uno senza l’altro, mentre ho scoperto che esiste la possibilità di continuare a vivere nelle nostre comodità prendendo alcune, a volte piccole precauzioni, proposte dalla conoscenza e dalla tecnica di uno straordinario Geobiologo.

Forse per pigrizia o per una sorta di fatalismo, che porta a pensare che qualsiasi rimedio è una goccia in un mare di un Universo già eccessivamente inquinato, ammetto che anch’io ben poco ho fatto per migliorare l’ambiente in cui vivo e so di essere, purtroppo, in numerosa compagnia.

Un paio di settimane fa però qualcosa è cambiato. Ho avuto modo di trascorrere qualche piacevole ora con Aldo Mauro Bottura e sono rimasta davvero sorpresa dalla sua profonda conoscenza della geobiologia, della bioelettronica, dell’elettromagnetismo e dei danni che l’inquinamento elettromagnetico può provocare alla nostra salute, e moltissime altre cose.

Mentre Aldo parlava mi sembrava che diventasse sempre più tangibile il rischio che stiamo correndo giorno dopo giorno e direi che dovremmo davvero diventare consapevoli di questo ed iniziare a preoccuparci per cercare una soluzione, che Aldo mi ha garantito esserci, sentenziando con un accorato: “PER OGNI PROBLEMA C’E’ LA SUA SOLUZIONE”, e spesso trattasi di interventi semplici a tutela della nostra buona sopravvivenza. Mi ha fatto riflettere sul valore della vita che in quel momento mi è sembrato evidente essere elevatissimo e alla domanda:

“Cara Eleonora, quanto è importante per te, per i tuoi figli, per tuo marito il vivere in buona salute?”
Mi sono sentita imbarazzata nel rispondergli.

Di cose da fare ce ne sono molte, partendo dall’informarci su tutto quello che ci circonda, conoscendo gli ambienti in cui trascorriamo gran parte della nostra vita come, ad esempio, la camera da letto e l’ambiente domestico e di lavoro in generale. Questi sono i passi iniziali per decidere di agire sia per il nostro benessere e delle persone che amiamo e di cui siamo anche noi responsabili.

Grazie ad Aldo Mauro Bottura che mi ha dato la sua disponibilità a farmi conoscere meglio l’argomento per il quale ha investito con passione e amore buona parte della sua vita. Sarò davvero felice di condividere con voi queste preziose informazioni.

Mentre sto scrivendo questo post sto ascoltando in cuffia una meravigliosa teleconferenza tenuta da Italo Cillo con il Dr. Franceschi che, con Aldo Mauro Bottura, collabora per la diagnosi della persona grazie all’indagine bioelettronica e anche di questo vi parlerò in seguito.

Ora che mi sto appassionando a questo nuovo argomento, ne scriverò spesso, sollecitando il caro Aldo a rispondere alle mille domande che gli sottoporrò e spero che voi vorrete condividere con me le vostre opinioni.

Un abbraccio e alla prossima, Aldo a questo punto direbbe:
“FANTASTICOOOO!”

Eleonora



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martedì 24 novembre 2009

Una fattoria per il futuro

Vi segnalo una serie di video molto ben fatti e che fanno riflettere molto sul futuro della nostra agricoltura e del nostro futuro alimentare. Mi scuso con le persone che hanno scelto un tipo di alimentazione vegetariana o vegana per i temi riguardanti l'allevamento che potrebbero risultare sgraditi anche se credo che sia giusto venire a conoscenza di certe situazioni ad impatto mondiale che alla fine riguardano tutti.



Guardando questo secondo video mi sono arrivate delle riflessioni sul fatto che, alla fine, bisognerà arrivare alla situazione nella quale ognuno produrrà solo ciò che è strettamente necessario e finalmente si eviterà di trasportare i cibi da una parte all'altra del pianeta. Da questo punto di vista credo di riuscire ad individuare un aspetto positivo anche in una situazione prospettata come catastrofica, nel perfetto stile di decrescita felice.



E' incredibile quanti siano i danni che abbiamo fatto alla nostra agricoltura a causa della nostra incapacità di rispettare i cicli naturali e di osservare come la la natura sappia badare a se stessa molto meglio che con il nostro intervento. Questo video è davvero illuminante per la semplicità della soluzione proposta, soluzione peraltro indispensabile ed urgente.



Ed ecco la possibile soluzione, si chiama "Permacultura" ed è assolutamente fantastica. Niente di più semplice che lasciare la natura al suo corso. Quanto presuntuosi siamo stati a volerci intromettere nella sua perfezione, ma non vi sto dicendo nullla di nuovo.



Beh, di esempi funzionanti e produttivi ce ne sono, come si fa in PNL basterebbe un pò di volontà nel modellare i buoni esempi e tornare a coltivare in maniera naturale, anche qui vedo l'opera dei singoli e non delle grandi fattorie come soluzione ai problemi sempre più imminenti.



Ecco l'ultimo dei filmati, il messaggio è chiaro e motivante. Un nuovo approccio all'agricoltura è una necessità che non si può ignorare. E' stato davvero ispirante vederli tutti e spero che lo sia stato anche per voi, non solo un grido d'allarme ma anche una possibile soluzione. Ora sappiamo qualcosa in più per agire ognuno nel nostro piccolo a partire dalle nostre abitudini alimentari e dal nostro modo di acquistare i comuni generi alimentari.



Ciao e alla prossima. Eleonora

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mercoledì 30 settembre 2009

Monaco: dal 2015 solo energia rinnovabile

La mia cara amica e coautrice di questo blog Elena Baldi, oltre che essere interessata all'energia alternativa, è anche un'appassionata della Germania e sul suo blog ha scritto un'interessante articolo sull'intenzione del sindaco di Monaco di Baviera di rendere energeticamente indipendente la sua città entro il 2015.

Mi ha autorizzato a riportarlo su questo blog perchè ritiene che possa essere interessante avere un esempio, non tanto lontano dall'Italia, di come sia possibile produrre energia pulita nelle nostre città, se solo c'è una seria volontà.

Per ricambiare il favore, ho pensato che per i lettori di questo blog possa essere altrettanto utile conoscere tutto ciò che sa lei della Germania e che scrive tanto bene nel suo blog, quindi vi rimando con piacere a leggere l'articolo direttamente da qui.

Un abbraccio e a presto. Eleonora

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